Hans Ruedi Giger (1940) Hans Ruedi Giger (1940) |
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2010/11/29 |
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L' artista di confine: Cronache da un mondo futurista e ipertecnologico.The artist 'border: Chronicles of a hyper-futuristic world.
Apocalittica, morbosa, fantascientifica: l'arte di Hans Ruedi Giger è un tributo alla fantasia ipertecnologica e post-industriale. Non a caso il poliedrico artista svizzero è un mago degli effetti speciali cinematografici e vince il premio Oscar nel 1980 grazie al suo Alien (nell'omonimo e celebre film di Ridley Scott).
Di lui lo scrittore e psicologo Timothy Leary ha scritto: "Cronache scientificamente precise, l'opera di Giger ci sconcerta per la sua enorme dimensione evoluzionistica e ci appare spettrale", perché, come nelle tele di Hieronymus Bosch scompone, ricompone e di nuovo scompone la realtà, vivisezionandola e partorendo mutanti, alieni, androgini dai colori d'acciaio.
Nasce a Chur (Svizzera), nel 1940. Ama i vestiti neri, le cantine buie e il circo. Negli anni '60 frequenta la scuola d'artigianato di Zurigo e alcune riviste cominciano a pubblicare le sue illustrazioni, disegni a china, i cosiddetti Atomkinder (Bambini atomici). A questo periodo risalgono i primi lavori in poliestere e lavora presso lo studio di Andreas Christen. Conosce Li Tobler di cui si innamora e che sarà sua compagna di vita fino alla tragica morte avvenuta nel 1975. Grazie al pittore Bob Venosa (che tramite Salvador Dalì gli fa conoscere Alexandro Jodorowsky, autore dei film El topo e Holy Mountain), Giger ottiene l'incarico di collaborare al film Dune e nel 1977 ottiene l'incarico di creare il mostro per il film d'orrore fantascientifico Alien di Dan O' Bannon. Conosce Mia Bonzanigo che diventerà sua moglie. Dopo aver disegnato in tre mesi trenta immagini per il progetto Alien per Ridley Scott si reca in Inghilterra per realizzare l'allestimento scenico. Gli schizzi e i disegni per il film sono esposti prima a Zurigo, poi a Losanna. Dopo il successo di Alien inizia a lavorare per il film Poltergeist II (regia di Brian Gibson). Alla fine degli anni '80 vengono esposti numerosi quadri a Tokio, nella Seed Hall del Seibu Museum of Art a cui partecipano 2000 spettatori. Giger continua a lavorare alla serie N.Y. City, scaturiti da diversi soggiorni a New York. Negli anni '90 Giger inizia a lavorare al Museum H.R. Giger, una casa-museo nella città di Gruyere (Svizzera).
L'arte surreale e simbolica di Giger ha saputo influenzare numerose tendenze estetiche del Novecento. L'artista ha inoltre disegnato alcune delle copertine di dischi della storia del Rock e collaborato con importanti riviste degli anni '70; la sua arte insomma, artificiale e geneticamente modificata, ha "iniettato", con le sue provocazioni estreme, nuovi linguaggi creativi nell'immaginario collettivo del '900.
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| SONIA COSCO for ARTITUDE |
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