Roy Lichtenstein (1923-1997) Roy Lichtenstein (1923-1997) |
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2010/09/19 |
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La nuova filosofia della quotidianit‡: quando l'arte si colora di ironia e gioco.? The new philosophy of everyday life: when art is tinged with irony and play.
L'arte per Roy Lichtenstein è ironia e gioco. Niente a che vedere con quell'atteggiamento riverente e serioso tipico della media borghesia colta della seconda metà del XX secolo. In piena esplosione del mercato americano, gli oggetti che negli anni '50 e '60 creano una nuova filosofia della quotidianità, diventano fonte di ispirazione e simboli di un'epoca. Friggitrice, Lavatrice, Divano, Calzino, non sono solo nomi da smarcare nella lista della spesa di una casalinga rampante di quegli anni, ma sono i titoli di alcuni dei lavori più innovativi di Lichtenstein.
Roy Lichtenstein nasce nel 1923 a New York City. Presto si appassiona al disegno, al jazz, alla cultura nera e diventa un ragazzo curioso, in giro per la città alla ricerca di stimoli creativi. Nel 1939 frequenta alcuni corsi estivi d'arte diretti da Reginald Marsh alla Art Students League di New York. L'arte figurativa di Marsh, fatta di quotidianità e ironia, sarà punto di riferimento per quella del giovane Lichtenstein che ormai aveva capito cosa avrebbe fatto da grande: l'artista. Deciso a superare il maestro e a trovare una strada originale e personale va alla Ohio State University dove ha come insegnante Hoyt L. Sherman. Laureatosi, comincia la carriera come docente universitario. Fino al 1950 dipinge quadri in cui sono evidenti gli influssi dell'ultimo Picasso ed è del 1951 la sua prima mostra personale in una galleria di New York. A causa del mancato rinnovo del contratto come docente, Lichtenstein si trasferisce con la moglie a Cleveland dove lavora come disegnatore tecnico, vetrinista e comincia la fase della rielaborazione delle opere d'arte americane in cui è evidente la svolta ironica e pop della sua arte. A proposito della litografia Banconota da dieci dollari (1956) Lichtenstein dice di volere realizzare "quadri estremamente semplici, che dessero l'impressione di essere insensati e stupidi". Intorno agli anni '60 cerca di inserirsi nella corrente dell'Espressionismo Astratto che in quegli anni aveva conquistato uno spazio importante nel panorama artistico. Ma si tratta di una rapida incursione, per tornare presto sui lidi di una creatività che ama prendere come soggetti i personaggi di Walt Disney. L'incontro con l'artista Allan Kaprow - la cui fonte d'ispirazione sono le cose banali - è un altro momento di svolta per Lichtenstein che lo segue nel suo modo irriverente di concepire l'arte. E' del 1961 il primo grande quadro ad olio nel quale dipinge figure dai contorni marcati con colori industriali e con i punti del retino: Topolino, guarda! Ma non solo personaggi della Disney; ad alimentare la sua creatività ci sono i personaggi delle confezioni delle gomme da masticare, i fumetti d'amore e d'azione, i cataloghi di vendita. La personale alla Leo Castelli Gallery è la svolta decisiva per conferirgli fama e prestigio. Ora può abbandonare l'insegnamento e dedicarsi esclusivamente alla pittura fino alla morte che lo coglierà il 29 settembre 1997 a New York.
La principale domanda che attraversa tutta la carriera artistica di Lichtenstein è: come viene percepita un'opera d'arte? E nella ricerca della risposta, la sua arte prende una via sempre più innovativa e trasgressiva, diventa superficie bidimensionale, parodia del presente, appropriazione e reinterpretazione di opere del passato. Tutto viene enfatizzato - i colori, i contorni - mediante reticoli e strumenti che trasformano il dipinto in stampa e che diventano la cifra stilistica dell'artista statunitense rendendolo uno dei re della Pop-Art
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| SONIA COSCO for ARTITUDE |
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