Nel tempo primaverile di giugno, il giorno 9, si aprirà il palcoscenico di documenta 13: fattuale e mondeggiante!
Presto, molto presto, nel tempo primaverile di giugno, il giorno 9, si aprirà il fattuale e mondeggiante palcoscenico di documenta 13, a Kassel. Haecceitas! La curatrice unica, Carolyn Christov Bakargiev ha scelto di non scegliere un Tema centrale, ma di organizzare la manifestazione culturale attorno ad una costellazione celeste di figure, si parla infatti di una lista di partecipanti, non di artisti, come a voler semplificare un ruolo, liberandolo da quell’art artistica che lo collega ad un altro mondo, formalinico e deviato dal marketing: il Sistema.
Nel team scelto da Carolyn Christov Bakargiev, per affiancarla nell'organizzazione di Documenta 13, anche l’italiano Andrea Valiani, direttore della Galleria Civica di Trento. A comunicare i nomi la stessa Christov-Bakargiev, nel corso di una affollatissima conferenza che ha delineato le singole fasi di avvicinamento verso l'appuntamento. Volutamente non ha parlato di curatori, introducendo al suo posto la figura, nuova e diversa, degli agenti: coloro che agiscono in nome di qualcosa o di qualcuno; personaggi che contribuiranno in vari modi e con diversi gradi di impegno, con una struttura aperta ai cambiamenti: una entità curatoriale instabile.
Oltre a Viliani, saranno coinvolti, in rigoroso ordine alfabetico: Leeza Ahmady, Ayreen Anastas & Rene Gabri, Chong Cuy, Sofía Hernández, Sunjung Kim, Koyo Kouoh, Joasia Krysa, Marta Kuzma, Raimundas Malašauskas, Chus Martínez, Lívia Páldi, Hetti Perkins, Eva Scharrer, Kitty Scott.
Per nostra informazione il comitato della Divisione Onoraria sarà composta da intellettuali, e scienziati, impareggiabili esperti di arte, antropologia, biologia, fisica quantistica, filosofia, letteratura, archeologia: Mario Bellatin, Iwona Blazwick, Ali Brivanlou, Donna Haraway, Salah Hassan, Pierre Huyghe, Michael Petzet, Alexander Tarakhovsky, Michael Taussig, Jane Taylor e Anton Zeilinger.
Un’alleanza mondana tra solerti e singolari lavoratori del pensiero, un’urgenza di collaborazione, di lavoro collettivo, di cause comuni. Domande da esperire, domande alle quali fornire delle risposte, domande che porteranno gli artisti ad agire. Che cosa significa essere in uno stato di assedio, in uno stato di speranza. Che cosa significa essere in ritirata, in ritiro, lontano da tutto e da tutti. Che cosa faccio quando sono in scena, quando mi sto esibendo! Kassel è il palcoscenico, Kassel è lo spettacolo in scena. Kassel è sotto assedio dal sistema dell’arte; è quindi uno spazio di speranza, lontana, sospesa, indipendente dalle verità presunte della finanza opulente, insensibile, asettica, contaminante. Una mostra mondana, lemma di chi si occupa di mondo. Gli italiani presenti? Ecco i nomi di alcuni, per capire ed approfondire: Nanni Balestrini, Massimo Bartolini, Giuseppe Penone, Franco Berardi Bifo. Kassel, quindi, per 100 lunghi giorni: il luogo del ritiro,del palcoscenico aperto, libertario e disponibile, fino al 16 settembre 2012. Fonte informativa: Exibart.