La storia del movimento punk negli scatti di nove grandi fotografi
L'irriverente e spumeggiante scena punk della fine degli anni settanta, immortalata dai grandi fotografi che hanno fatto la storia del rock. Alla galleria Photographia di Milano, specializzata negli scatti d’autore sul mondo del rock, del jazz, del cinema, del reportage e della cultura pop, fino al 26 maggio c'è Ab Punk Positivo.
Artisti della reflex come Bob Gruen, Sheila Rock, Janette Beckman, Lex Van Rossen, David Corio, Ray Stevenson, Allan Ballard, Stefan Wallgren e Jorgen Angel, hanno seguito dentro e fuori dal palco i principali protagonisti del movimento punk americano e inglese. Dall'underground newyorkese, ad esempio, emersero i Ramones e Patti Smith, mentre la rivoluzione del punk britannico fu avviata dai Sex Pistols e assunse accenti e toni diversi con i Clash, i Jam, Siouxsie e molte altre band leggendarie.
In esposizione alcuni scatti che hanno scolpito l'immaginario collettivo di intere generazioni di appassionati, come la fotografia di Ray Stevenson, carpita al primo concerto dei Sex Pistols, al Club 100 di Oxford Street, autentica culla del punk londinese; o le prime immagini dei Clash, scattate da Sheila Rock. E poi una serie di chicche, come la foto di Janette Beckman, che sorprende Paul Weller e Pete Townshend davanti al Marquee, altro storico club londinese. Un'immagine che è l'emblema di quanto stava accadendo allora nella scena underground inglese. Fu pubblicata sulla copertina di Melody Maker, rivista cult del periodo, sullo sfondo del titolo: “Il punk e il suo padrino”. Townshend era il leader degli Who, che avrebbero continuato a suonare e a divertire i loro fans per molti altri anni. Ma quello scatto stava a significare che anche i grandi vecchi del rock, all'inizio scettici e diffidenti, avevano finito per capitolare e stavano iniziando a riconoscere la straordinaria forza del punk.
Come suggerisce il titolo della mostra, le sonorità, i simboli, gli stili e i codici di questa subcultura musicale, erano la fonte di una contagiosa energia positiva, al di là del no future urlato da Johnny Rotten. L'inarrestabile onda d'urto del movimento punk e il suo messaggio di rivoluzione e libertà, ancora oggi influenzano la cultura e i costumi del mondo occidentale, nella musica come nella moda.
Il percorso espositivo è completato da una divagazione di carattere locale. Il team dei videomaker Sauce Patrol ha girato per mesi Milano, cercando di capire cos’è rimasto di punk nell’anima e nelle vene di chi vive in una città che, negli anni ottanta, fu una delle capitali internazionali del punk. Le risposte dei passanti alla domanda “Cos’è punk oggi?” ha dato vita ad un video divertente, e per certi versi sorprendente, che viene proiettato a ciclo continuo nel corso della mostra.