La Fondazione Newton presenta le Polaroids preparatorie del grande fotografo tedesco, una visione affascinante ed inedita dell'immagine di moda
Scattare una Polaroid è sempre stato considerato come una sorta di scelta di campo precisa e definita. Far parte di una cultura, di un'idea di fotografia, come si trattasse di un gruppo politico, vestirsi alla moda o fregarsene, ascoltare il rock o la musica classica.
Chiunque si sia trovato ad utilizzare una camera Polaroid non può non ricordare quella specie di emozione strana nell'attesa che l'immagine prendesse istantaneamente corpo e linee, mentre l'odore caratteristico dell'emulsione immediata riempiva i dintorni ed i bordi bianchi cominciavano a delineare il tipico quadrato fotografico divenuto ormai storia.
Helmut Newton, Il Fotografo di moda per eccellenza, l'uomo che ha rivoluzionato l'idea di visione dell'immagine femminile con uno studio del corpo, della percezione della donna, da cui si è poi propagata, esplodendo, tutta la fotografia di stile del nostro tempo, utilizzava continuamente le istantanee Polaroid come primo step del suo processo mediale di avvicinamento al progetto di contenuti e spazi del suo lavoro.
Si trattava di realizzare uno sketch, di ottenere un riferimento immediato rispetto ad un'angolazione, ad uno scorcio di luce, ad un insieme di elementi incontratisi in un determinato contesto, una maniera di conoscere nel più breve tempo possibile ogni soluzione futuribile di uno scatto. Che si trattasse di un paesaggio o di un ritratto, di un nudo o di una sfilata, Helmut Newton scattava centinaia di Polaroid nell'approccio progettuale del suo lavoro, un'abitudine divenuta sempre più continua a partire dagli anni '70: Newton non riusciva a cominciare un servizio senza prima aver scattato decine di piccole Polaroid, un'ossessione causata dalla mania del fotografo berlinese per la luce e le esposizioni, elementi che doveva verificare, considerare, studiare, nei minimi dettagli, e che gli scatti Polaroid gli permettevano di controllare in margini temporali di pochi minuti.
Da quest'esperienza nasce la mostra “Polaroids” alla Fondazione Newton di Berlino, una rassegna di oltre 300 scatti in cui si penetra avidamente in un lavoro spesso imperfetto e controverso, ma che di fatti catapulta lo spettatore dentro il processo creativo di Newton, in immagini certamente spesso sbagliate e piene di sbalzi tecnici, ma pervase da una spontaneità, da una velocità inventiva, che irrompono con straordinaria energia. E'questo il fascino di un'esposizione che vuole in qualche modo mostrare una fase decisiva di quello che era l'approccio di Helmut Newton allo studio dell'immagine, un cammino proporzionato e crescente verso uno scatto praticamente perfetto.