Il giardino delle sculture fluide di Penone
a cura di
Ida Giannelli
Umbero Allemandi & C.
Pagine: 206
Prezzo: 45 EuroTorino - Parigi
Giuseppe Penone è nato nel 1947, il 3 aprile, a Garessio, in provincia di Cuneo. Una data come un'altra se non fosse che l'Arte Povera assume forma di movimento artistico nel 1967, a Torino, ed in quel tempo Giuseppe Penone ha 20 anni ed è un giovane e promettente artista che frequenta le avanguardie che scuotono l'Accademia delle Belle Arti di Torino. I conti tornano. Ed il libro che stiamo per esaminare ha un titolo capace di presentare autonomamente il volume monografico del quale è identità significante: Il giardino delle sculture fluide di Penone.
Aggiungiamo volentieri, per dovere di cronaca, che Giuseppe Penone è stato invitato a partecipare a Documenta 13, Kassel, direttore artistico Carolyn Christov Bakargiev: un riconoscimento decisamente importante all'interno di una Mostra d'Arte Contemporanea che nella sua edizione precedente, Documenta 12, ha visto la partecipazione di 740.00 persone in 100 giorni di apertura.
Il volume presenta a pagina 7 una Premessa della curatrice Ida Giannelli. Seguono, a partire da pagina 9, una serie di Tavole fotografiche di Luca Stoppini suddivise in 10 sezioni, ognuna delle quali presenta un testo di Giuseppe Penone.
In ordine:
Tra scorza e scorza. Disegni d'acqua. Anatomia. Pelle di marmo. Chiaroscuro. Cervello di pietre. Biforcazione. Direzione verso la luce. Direzione verso il centro della terra. Idee di pietra.
Le immagini si susseguono perfette, le opere fotografate da Luca Stoppini ragguardevoli. Si resta come ammutoliti, come in un silenzio di pietra, pagina dopo pagina, fino alla 104. Seguono interventi critici di Germano Celant, 105; Mirella Macera, 165; Hervé Brunon, 181. Chiude il volume la Biografia a cura di Gaia Casagrande, 201. Due nuovi interventi letterari con Tavole fotografiche li troviamo a pagina 73: Giuseppe Penone e Germano Celant, la scultura del bosco al giardino; a pagina 139, Spazi di Natura.
L'edizione della Umberto Allemandi è ricercata, la stampa impeccabile, come impeccabile si presenta l'impaginato. La scelta della carta patinata è perfettamente idonea a risaltare le scelte di luce effettuate dal fotografo Luca Stoppini: insuperabile la sua performance professionale.
Approfondire la conoscenza di un artista come Giuseppe Penone dovrebbe rappresentare, per ogni persona che si avvicina al senso compiuto dell'arte contemporanea, un dovere morale. Incontrare la Natura di Penone significa ricollocarsi al centro del proprio universo esistenziale, ritrovando il valore della memoria storica del nostro esistere. Come diceva Madeleine - Carlotta Valdès (Kim Novak) a Scottie (James Stewart) nel film La donna che visse due volte, indicando due diversi anelli del ceppo di un albero sequoia: "Sona nata qui ... e qui sono morta. Per la pianta è stata un'ora. Per me una vita". Già.
Gli alberi di Giuseppe Penone sono lì, sulla carta, tra le 200 pagine del libro, pronte a raccontarci di loro e di noi, insieme.