Gianni de Carlo, atelier leccese che realizza monili in cartapesta, si racconta in un’intervista ad ArtitudeGianni de Carlo, who manufactures papier mache jewelry, talks about himself in an interview with Artitude
In pieno centro a Lecce, a pochi passi dal Duomo, sorge ARTEFARE, un luogo magico e suggestivo, a metà tra il laboratorio artigianale e il raffinato studio di design, dove la lavorazione di materiali poveri quali l’acqua, la colla e la carta si trasforma in una vera e propria arte. Chiunque vi passi accanto con un pizzico di attenzione non può fare a meno di venire catturato dagli splendidi monili di ogni dimensione, forma e colore che occhieggiano dalle sue vetrine.
La cartapesta, materia inconsueta e antica, piena di fascino e possibilità, costituisce il punto di partenza della ricerca effettuata a partire dal 1996 da Gianni de Carlo e Pinuccia Petruzzelli. I due artisti, eredi della tradizione culturale leccese, dove questa lavorazione è peculiare già dal XVII secolo, propongono degli originali bijoux in cartapestaunici nel design, il cui valore aggiunto risiede non solo nella cromaticità e negli spessori, ma anche in una progettualità sempre rivolta alla natura. Le idee, trasformate in progetto grazie a un concept e a una teknè semplice ed innovativa, interpretano raffinati monili.
In una breve intervista, uno degli ideatori di Artefare, Gianni de Carlo, si racconta ai lettori di Artitude.
Com'è nata la sua passione, cosa l'ha spinta ad utilizzare la cartapesta per realizzare i suoi bijoux?
Io e Pinuccia abbiamo provato a immaginare questa materia inconsueta per valorizzare forme originali e colori naturali.
Quali tecniche seguite per la lavorazione della cartapesta?
Lavoriamo la cartapesta secondo le regole della più antica tradizione che risale al XVII secolo: utilizziamo la carta da macero e la colla di farina, e ci mettiamo tanta manualità e passione.
A che cosa si ispira e che cosa influenza il suo lavoro?
Cerchiamo di riprodurre il bello che c'è in natura, senza copiarlo ma rendendolo riconoscibile ed evocativo.
In qualche modo, le vostre creazioni parlano della vostra città, Lecce. Emanano il calore di
questa terra. Qual è la vostra innovazione?
Credo che le nostre opere si distacchino dalle proposte presenti sul territorio, e questo lo dimostra il discreto successo che otteniamo fuori dal nostro contesto locale; il fatto che il materiale utilizzato sia la cartapesta conta poco: è un mezzo, non un significato.
I suoi clienti cosa chiedono oggi a un monile?
Bellezza, originalità, stupore!
Quali hanno più successo? E' così importante che un monile sia unico nel suo genere o è solo un capriccio di chi ne ha troppi?
Ci sono due linee, una più "semplice o immediata", l'altra più “sperimentale ed essenziale”, ambedue ben riconducibili alla nostra idea di offrire qualcosa di interamente fatto a mano (basti pensare a tutti gli accessori che compongono gli orecchini). Si rivolgono a donne che non temono di valorizzarsi con "gioielli" non convenzionali: per noi conta solo il valore aggiunto e non l'aggiunta di valore.
Se potesse scegliere, per chi vorrebbe creare un pezzo particolare?
Immagino per una donna semplice, con indubbia classe, che non teme di proporsi per quello che è, alla quale interessi molto poco apparire.