Installazioni gioiose e imprevedibili: questa l'arte di Giuliana Bellini (Castel D'Ario, MN, 1950). L'intervista. Installation joyful and unpredictable: This is the art of Bellini Giuliana (Castel d'Ario, MN, 1950). The interview.
IConclusi gli studi come ceramista agli inizi degli anni '70, Giuliana si diploma presso l'Accademia di Belle Arti di Brera per due volte, nell'86 in pittura e nel 2006 in grafica e ha insegnato Tecniche Incisorie presso il C.F.P. del Comune di Milano. Numerose le esposizioni personali e collettive in Italia e all'estero.
Il tuo percorso artistico è molto ricco, dalla scultura alla grafica, ma la tua fama è legata soprattutto alle installazioni. Vuoi provare a descriverci qualche tuo lavoro?
Descrivere il mio lavoro non è facile, lo sforzo maggiore è comunicare attraverso l'immagine. Se servono troppe parole per raccontare quello che faccio allora il risultato non è quello che volevo ottenere, non funziona, manca di sintesi, pulizia. La mia ricerca comunque prosegue da anni attorno al tema della vita, partendo dalla cellula bidimensionale realizzai dipinti ad olio, cera, colle colorate, con pigmenti, varie tecniche e materiali; poi passai a forme tridimensionali che chiamai "germe" o "germinazione". Di questa serie fa parte il lavoro presentato nel 1995 a Pisa nella Galleria Il Prato dei Miracoli, dove occupai una stanza con acqua, alle pareti delle semi-sfere (come se stessero nascendo dai muri e poi cadessero nell'acqua per germinare su steli, colorandosi di rosa). Oppure nel 1993 a Procida all'esterno di una chiesa sconsacrata realizzai un'installazione a forma di spirale con 40 elementi in ferro, in cima delle forme sferoidali si muovevano con il vento, come fossero fiori.
Da dove parti per realizzare le installazioni?
Per me è molto importante il luogo, nel caso si tratti di uno spazio all'aperto il mio intervento cercherà di inserirsi come elemento della natura. E' il caso di "Piccola Foresta", opera del 2004 inserita nel parco di Villa Braila a Lodi. Qui ho utilizzato delle bacchette in ferro alte 4 metri con, in cima, una specie di fronda in rame... Oppure in uno spazio chiuso come Torre Strozzi (Perugina), al IV piano del torrione, ho realizzato un'"invasione", nel 2001, utilizzando 400 palloncini bianchi, gonfiati e attaccati sul pavimento e alle pareti, con un pallone centrale di un metro di diametro: una sorta di madre con i cuccioli. Essendo lo spazio quadrangolare, con aperture su tutti e 4 i lati, era soggetto a continue correnti d'aria, i palloncini mossi dal vento ogni tanto scendevano ai piani sottostanti creando una vera e propria invasione. A Castillos Los Ters Reyes del Morro, a La Havana nel 1998, in una galleria lunga 75 metri, ho inserito una serie di tentacoli con rete rivestita di polietilene fuso a caldo, disposti lungo la pareti di sinistra. In questo caso pensai a una forma di vita che attraversava la densità del muro.
Hai mai dovuto realizzare delle opere a tema?
Sì, in un caso per esempio ho dovuto lavorare sui "sensi" e per il lavoro "Sensualidad" che ho presentato in Spagna alla Feria de Arte de Monzon nel 2005, a GheroArte Corsico, Milano, a Perugina ed Enna, ho utilizzato 24 teli in seta, colorati di rosso, arancio, giallo, appesi al centro dello spazio in modo che potessero muoversi a ogni spostamento d'aria e ho messo delle essenze dell'odore di cioccolato sui bordi dei teli. Le persone avevano come primo impatto il colore e poi il profumo e poi il contatto fisico, il tutto nel silenzio.
Dove possiamo ammirare i tuoi lavori?
Attualmente sono presenti miei lavori nel giardino del centro di formazione di via Pepe 40 a Milano, dove ho allestito un lavoro in ferro e rame. Sempre a Milano, in via Pepe 16, ho realizzato un lavoro decorativo a mosaico di cm 530 x 300 sul tema dell'onda. Nel 2011 sarò presente con 2 grafiche alla Biennale di Varna in Bulgaria che si aprirà il 23 maggio.