E se Van Gogh non avesse dipinto i suoi quadri? E se Toulouse-Lautrec si fosse innamorato davvero? La divertente storia dell'arte di Gradimir Smudja
Le burrasche creative che traghettarono l'800 verso il secolo breve lo affascinano e, dai protagonisti della scena artistica di quegli anni, trae ispirazione per i suoi lavori di pittore/illustratore. Stiamo parlando di Gradimir Smudja. Considerato uno dei maggiori creativi contemporanei, nato in Serbia nel 1956, frequenta il liceo artistico e l'istituto delle Belle Arti a Belgrado. Arriva in Italia nel 1994 ed esordisce con la rilettura ironica e surreale della vita di Van Gogh.
Cabaret Lautrec è il portfolio (pubblicato da Grifo Edizioni) che racchiude la storia di un altro grande pittore, re dei budelli parigini, la cui esistenza tribolata e appassionata finisce sotto la matita di Smudja, racchiusa in un portfolio che è una chicca della "nona arte".
La vita del pittore francesce Henri Toulouse-Lautrec, tra le più significative di fine '800, permette a Smudja di raccontare - attraverso licenze poetiche oniriche e precisi rimandi pittorici, la Belle Epoque, il quartiere di Montmartre, il Moulin Rouge, cuore pulsante del ventre parigino, dove un ometto con bombetta e bastone, si muove irrequieto inseguendo Bacco e Baccanti.
Illustratore e litografo per la rivista Le Rire, Toulouse-Lautrec è stato arguto osservatore della vita degli artisti bohemien, sintetizzate in alcuni suoi lavori attraverso la tecnica dell'acquerello, particolari questi che non sono sicuramente secondari nella scelta del personaggio da parte di Smudja e nella sua rivisitazione artistica. Sedotto dalle Folies Bergers, dai Café-Chantant, dai teatri e dalle maisons closes di Parigi, Smudja si diverte a ricreare il personaggio, ma ne trasporta su carta le cifre stilistiche: i contrasti cromatici, la preminenza della figura al centro della scena, la dominanza dei verde e blu.
Toulouse- Lautrec è solo l'ultimo protagonista dei lavori di Smudja che ha raggiunto la fama riproponendo la vita "alternativa" di un altro gigante della scena artistica europea:Van Gogh. Con un salto nel paradosso, Smudja immagina che i quadri attribuiti al pittore olandese, siano nati dall'estro di un gatto di nome Vincent e il movimento post-impressionistico arriva al lettore attraverso una grafica accattivante e irriverente, tra verità e finzione, precisi richiami all'opera di Van Gogh e voli pindarici, citazioni e iperboliche avventure in cui fanno capolino altri pittori del tempo: Degas, Monet, Gauguin. Non dubitiamo che questi saranno presto i protagonisti di un nuovo capitolo della parodistica storia dell'arte illustrata di Smudja.