Le Banlieu delle auto bruciate o quelle della più potente arte francese?
Quando si parla di periferie le parole ad effetto che circolano con più abbondanza sono spaccio, degrado, delinquenza, immigrazione, elusione scolastica. Il giochetto può continuare a lungo se portato avanti con gli strumenti di indagine miopi che ci danno i mezzi di comunicazione.
Eppure il ribollire di passioni, rabbia, voglia di esprimersi che scaturisce da questi luoghi che immaginiamo "altri" rispetto alla città ci sconvolge. Anche se troviamo una scintilla di eccezione sempre in ritardo, magari quando facciamo caso che in quel pezzo cadente di territorio urbano che attraversiamo velocemente verso il "centro" in metropolitana o in treno. Qualcosa che i tanti epigoni di Duchamp che affollano i musei accademici vedranno nei loro libri d'arte da collezionare e non leggere mai solo tra qualche decina di anni.
La street art è una nuova riscrittura della città: chi abusa degli spazi collettivi con il suo cemento bada all'effetto utilitaristico e speculativo; l'artista diventa così una mina vagante, un sabotatore. L'Atlas è una sorta di demolitore epistemologico: le sue bussole seminate per l'abitato hanno l'obiettivo di ricondurre "alla ragione". I labirinti che traccia sono l'invito a uscire dai percorsi usuali, a scoprire le vie più misteriose, a sostituire al labirinto del traffico quello della circolazione di idee. Lo stato ingabbia i suoi cittadini in vie burocratiche e di autorità, l'arte permette la nuova immersione in sé, la liberazione definitiva.
La riscrittura come forma di liberazione: L'Atlas ha seguito gli insegnamenti dei migliori calligrafi marocchini. In primis per l'ammirazione verso questa forma di paziente dedizione alla bellezza inscritta in ogni singolo carattere. In secondo luogo anche come forma di attrazione mistica, verso quella geometria implicita che tocca la psicologia e parla per forme alle menti. Il contenuto della scrittura viene dopo, come se quella lingua-forma calligrafica fosse una sorta di linguaggio a priori, universale e immediato.
L'Atlas, l'atlante che ci permette di ricodificare tutto. E di farlo "al meglio": anche il gesto del dipingere, dello scrivere deve essere perfetto e frutto di una lunga conoscenza (non a caso l'artista pratica il Tai Chi). Si sente l'influenza di una mistura di suggestioni: Oriente, Africa, Europa che si accavallano in una personalità strepitosa e strabordante. E per scoprirla basta soltanto uscire di casa e gardarsi meglio attorno...