Uno sguardo sull'opera editoriale di Munari, grandissimo designer del Novecento, presso Bompiani
La produzione editoriale di Munari è vastissima, e solitamente viene citata quella riguardante Einaudi. Ma Munari diede il meglio di sé nelle produzioni Bompiani: la carriera di grafico editoriale dell'artista-designer milanese fu settantennale. Come in tutte le altre opere, anche nelle copertine si mette in gioco tra vari generi editoriali e artistici.
Molte furono le collane alle quali si dedicò Munari nella sua lunga carriera di designer editoriale (settant'anni!). Certamente quelle più riuscite furono quelle per i bambini - si pensi alle FiIastrocche in cielo e in terra e alla Torta in cielo di Rodari, edite da Einaudi. Ma per comprendere a fondo l'artista, risulta maggiormente utile andare a guardare alle prime opere di copertine di libri editi da Bompiani, casa editrice nella quale l'artista lavorò per molto tempo. Si tratta di un Munari dalle suggestioni futuristiche, che esprime se stesso attraverso una leggerezza che non sempre era caratteristica della corrente artistica. Si vedano, ad esempio, i prestigiosissimi Almanacchi letterari che Bompiani pubblica annualmente, di cui Munari cura la grafica con copertine originalissime, che colpiscono l'occhio del lettore-spettatore rendendo il libro un oggetto preziosissimo.
Munari dà un tocco di originalità alle proprie opere, esprimendo concetti chiave dei libri dei quali illustra la copertina, accostando colori in modo inedito e colpendo l'occhio del papabile lettore con produzioni mai troppo patinate ma sempre molto avanguardistiche. Si pensi ad esempio alla copertina di Zia Mame (1955), così d'effetto da essere riproposta in modo simile da Adephi nella ripubblicazione. O ancora, alle figure nere che celano tutto un mondo in Un mese in U.R.S.S. di Alberto Moravia, del 1976, o alle figure dall'aura quasi noir di Sabato tragico, anch'esso del 1955. Nel 1966 esce Coraggio, guardiamo di Giuseppe Maratta: occhi da orientale che fissano dritto negli occhi lo spettatore in un gioco di colori e suggestioni.
Anche le copertine delle collane di saggistica risultano essere di un certo effetto: i cerchi concentrici degli Ormoni sessuali, saggio scandalo di "biochimica, fisiologia, comportamento nelle funzioni sessuali", edito nel 1971, sono un sottile riferimento alle dinamiche fisiologiche umane in una materia, per l'epoca, così scabrosa.