La mostra resterà aperta fino al prossimo 27 febbraio 2011.The exhibition will run until February 27, 2011.
PAVIA. “Ezechiele Acerbi e i pittori dell’impressionismo lombardo” è la nuova mostra inaugurata il 4 dicembre presso la Sala del Rivellino dei Musei Civici nel Castello Visconteo di Pavia, e promossa dal Comune oltre che dall’associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi; la mostra resterà aperta fino al prossimo 27 febbraio 2011.
È un’occasione importante destinata alla riscoperta di uno dei più qualificati nomi della pittura pavese che si ascrive al cosiddetto “impressionismo lombardo”, una corrente dell’impressionismo caratterizzata dal sapere esprimere l’immediatezza dell’immagine esaltando e rendendo protagonisti la luce e il cromatismo dei soggetti, come ebbe modo di dire Rossana Bossaglia.
La mostra, presentata e curata dai Musei Civici in occasione della doppia ricorrenza dell’anniversario della nascita e della morte del famoso artista pavese, propone un viaggio nel mondo dell’artista (1850-1920) attraverso una sessantina di sue opere che provengono da raccolte dei musei pavesi e da vaie collezioni private lombarde che dimostrano l’evoluzione artistica di Acerbi.
Formatosi alla Civica Scuola di Pittura di Pavia, fondata da un altro grande artista pavese, Giacomo Trècourt, Ezechele Acerbi a soli 16 anni nel 1866 partecipa e vince il premio Cairoli, nel 1873 partecipa e vince il premio Frank con la tela “La distribuzione dei medicinali”, e nel 1877 vince il concorso Arnaboldi con l’opera “L’arrivo del barchetto a Packt”.
È il periodo in cui si accosta a un genere che dimostrerà di preferire, i ritratti e qualche soggetto storico e di genere seguendo gli insegnamenti del maestro Trècourt, ma presto lascia Pavia per andare a Milano dove vivrà alcuni anni dando lezione e dipingendo ventagli, ritratti e scene di genere. Qui vive un’intensa stagione “scapigliata” nella quale realizzerà paesaggi, ritratti di personaggi dell’alta borghesia meneghina dei quali diventerà il beniamino, nature morte e ancora scene di genere, ma alla fine degli anni ’80 fa il suo ritorno a Pavia.
Inizia un’intensa produzione di quadri che rappresentano la città, proposta in scorci particolari, la campagna e il Ticino.
Nella sua carriera, Acerbi ha esposto alla Permanente di Torino e di Milano oltre che a Pavia ottenendo numerosi riconoscimenti.
È questo il periodo in cui i colori diventano particolarmente brillanti e accesi, resi da una pennellata veloce, nervosa e spezzata, intensità ed emozione che l’hanno fatto ascrivere al gruppo degli artisti dell’impressionismo lombardo. A questi è stata dedicata una sezione della mostra nella quale è possibile, tramite un confronto diretto, conoscere e capire quali fossero le opere e i nomi che operavano contemporaneamente all’Acerbi in Lombardia e nelle terre limitrofe come il Piemonte.
Questa parte della mostra, curata da Luca Lualdi, aggiunge ai quadri e i grandi carboncini di Acerbi, anche una silloge di dipinti frutto del lavoro di artisti attivi in Lombardia tra l’800 e il ‘900, come Emilio Borsa allievo di Hayez e nipote di Mosè Bianchi, autore di paesaggi e scene di genere; Mosè Bianchi caldo disegnatore dal romanticismo contenuto, compagno a Brera di Federico Faruffini, Tranquillo Cremona, Daniele Ranzoni e Filippo Carcano; Cesare Tallone che a Brera ebbe come compagni artisti come Previati e Segantini, che nel 1884 vinse la cattedra di Pittura all’Accademia Carrara di Bergamo tenendola fino al 1898 per passare poi a insegnare a Brera fino alla morte, e divenendo famoso per i ritratti in particolare quelli dei sovrani oltre che per essere stato maestro di Pelizza da Volpedo, Carrà, Sant’Elia, Boccioni, Carpi, Dudreville, Tosi e Bucci; Leonardo Bazzaro uno dei più amati e prolifici artisti dell’800 italiano che dopo una vita artistica ricca di successi, tra cui quello di essere tra gli autori più presenti nei musei e istituzioni nazionali ed estere, fu trascurato dalla critica del dopoguerra e solo di recente è stato riconosciuto e ammirato come uno dei principali protagonisti della scuola culturale e artistica del suo tempo.
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