Authentic Colour: Le Corbousier, Charlotte Perriand, Pierre Jeanneret |
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2012/05/28 |
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Una piccola mostra rende omaggio a tre grandi protagonisti del design industriale del Novecento, paradossalemente legati dal concetto dell'autenticità
Solo per rendere omaggio degnamente all'opera di Le Corbusier non basterebbero gli spazi sterminati del Moma di New York, figuriamoci condensare in pochi metri i capolavori del design prodotti non solo dal grande genio svizzero ma anche dai due colleghi Charlotte Perriand e Pierre Jeanneret. Il limite maggiore di questa esposizione allestita negli spazi del Centro Arti Visive della Fondazione Pescheria di Pesaro infatti è proprio quello della ristrettezza spaziale. Proprio quando lo spettatore inizia a gustare i capolavori creati in sinergia o singolarmente dai tre designer e ad entrare quindi nel loro mondo, ecco che la mostra giunge al termine: alla fine quindi lo spettatore resta quasi deluso dai pochi pezzi esposti. Un vero peccato, specie se si considera che invece il fil rouge che lega l'esposizione delle creazioni dei tre autori, ovvero l'autenticità della loro stessa opera, è molto interessante. Tre protagonisti indiscussi del design industriale e quindi, per sua stessa natura, della produzione in serie, vengono celebrati per la loro autenticità. Un paradosso dall'innegabile valore di verità. Senza considerare il fatto che, fra i promotori di questa mostra, c'è proprio Cassina, l'azienda per cui questi capolavori furono inventati e che ancora oggi detiene tutti i diritti per la loro produzione, riproponendo, da decenni ormai, questi oggetti unici ma sempre fedeli al disegno originale.
L'esposizione dunque, aldilà delle poche opere esposte, ha il grande pregio di essere organizzata per isole tematiche: piccoli palcoscenici su cui le creazioni dei tre designer sono messe in mostra ma non sono esibite. Lo spettattore infatti ha come l'impressione di trovarsi di fronte sì a dei capolavori unici ma, in fondo, anche familiari. E viene quasi voglia di sedersi sulle poltrone LC2 girando per gli spazi della Pescheria perchè non sembra affatto di essere in un museo: proprio per questo stesso motivo gli oggetti di design si trovano "a loro agio". Sono pezzi nati dalla creatività e dalla sapienza artigianale e tecnica di queste sei mani e pensati per essere "fruiti", non esposti.
Il fatto che poi queste poltrone o questi mobili siano diventati dei classici senza tempo della nostra epoco non significa che siano pronti ad essere "congelati" dentro una teca di vetro con annessa didascalia nelle sale di un museo. La loro grande forza è al contrario proprio nel destino di essere divenute opere conosciutissime da tutti ma non per questo sterili, anzi capaci, ogni volta, di suscitare emozioni sempre diverse nell'animo di chiunque entri in relazione con loro.
Authentic Colour è il titolo scelto per questa piccola mostra e in effetti l'altro fil rouge che la attraversa è proprio l'acceso cromatismo delle opere stesse. Opere in grado di essere replicate all'infinito ma ogni volta in una sfumatura diversa, in un connubio indissolubile di creatività, versatilità e funzionalità. Perfettamente in linea con il destino stesso di capolavori del design industriale in cui la forma estetica prossima alla perfezione si unisce alla capacità di rispondere con efficienza assoluta ai reali bisogni dell'uomo moderno.
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| BARBARA ROSSI for ARTITUDE |
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