Quarant'anni dopo la nascita della land art negli States, questo movimento artistico è ancora vivo, declinato nella sua versione italiana
Humus Park, più che una mostra, è una passeggiata nel bosco. Una scoperta continua, nel parco non troppo cittadino del castello di Torre (Pordenone), dove da un po' di tempo è nata una web tv locale, ma che ha conservato intatto il fascino di un parco ai confini tra la città e la campagna pordenonese, con una trascuratezza un po' voluta che lo lascia selvaggio e piacevole.
Qui, sabato 19 maggio ha inaugurato la terza edizione di Humus Park, stupenda manifestazione voluta dal Comune di Pordenone, dove si sono incontrati numerosi artisti locali e internazionali.
Perfino la natura è intervenuta, in modo casuale ma non troppo, alla giornata inaugurale: mentre passeggiavamo tra un'installazione e l'altra, di colpo si sono sentiti "cric croc" e un albero, marcito probabilmente dall'acqua, ha deciso di tirare gli ultimi e cadere rovinosamente di fronte a noi, mentre due ragazzini scappavano. Come dire, natura madre e matrigna.
Degni di nota sicuramente i lavori di Opla+, che hanno "completato" un'antica villa romana situata nel parco, riprendendo storia e natura nella loro opera in un unicum molto interessante (ricordiamo che questo luogo è ricco di storia: c'è vicino un cotonificio e le officine Marson, ora sede dell'immaginario scientifico).
Ma giocare con la natura, forse, è un'operazione che a più di tutti riesce agli artisti nordici, e forse non è un caso che nel video promo ci sia come colonna sonora una canzone dei Sigur Ros, band islandese attenta alla natura e al suo rapporto con l'uomo. Interessanti le decorazioni di pannocchie che penzolano da un tronco, così come la "panca" di legno e foglie di Guerrino Dirindin (di due anni fa, per quest'anno ha creato invece una... cornucopia insieme al figlio Fabio), o una foglia "coreana" fatta di foglie... e molte altre opere che è bene scoprire in autonomia, tipo caccia al tesoro.
La mostra, avete tempo tutta l'estate per vederla. Ma ricordate che non è mai uguale a se stessa: se la pop art è replicabile e sempre identica, la land art invece è soggetta ai fenomeni naturali. Quindi, consigliata una visita in diversi momenti: sotto la pioggia, dopo il temporale, al tramonto, all'alba, d'estate, in giornate fresche come questa.
Per informazioni: www.humuspark.it