Chanel, Duchamp, Giovanni Bellini, Cattelan, orinatoi e sdraie, per vivere l'effetto WOW.Chanel, Duchamp, Giovanni Bellini, Cattelan, urinals and deckchairs to experience the WOW effect.
L’effetto Wow, quello che serve a strappare esclamazioni di sorpresa, può essere vissuto in mille modi; ad esempio assistendo ad eventi naturali, presenziando a mostre d’arte, osservando una vetrina, visitando un Museo, sfogliando una interessante rivista. di moda. Ci piace pensarli, ipotizzarli, rammentarli, per questo motivo desideriamo proporne alcuni, proseguendo, successivamente, con altri, altrettanto suggestivi e stimolanti.
Wow No. 1. Prendiamo ad esempio la sedia a sdraio più grande del mondo, finita sulla prima pagina del Telegraph: 8.5 metri di altezza e 5.5 di larghezza, peso 6 T, dove T sta per tonnellate, alta due volte un autobus di due piani, costruita dallo scultore scozzese Stuart Murdoch. Per la cronaca la seduta è di tela a righe bianche e rosse. Una gigantografia in 3D per ricordarci di quell’antico simbolo di nobiltà che era rappresentato dallo sdraio, ora rimpiazzato da lettini asettici senza una storia.
Per il Wow No. 2 facciamo fatica a non pensare al Dito di Maurizio Cattelan: deliziosamente eretto e verticale, un segno maestoso, provocatorio, fallico e marmoreo che sbilancia il nostro millenario equilibrio morale. C’è chi ha urlato allo scandalo e c’è chi, come noi, ha difeso puntualmente l’opera, ma questo è già un altro discorso.
Il No. 3 di 6 ci porta a New York, nel 1917, mescolati agli artisti della Società degli Artisti indipendenti che si rifiutarono di esporre l’opera ready made R Mutt. Fu uno Wow strepitoso! Urla, pianti, gemiti, rantoli, sguardi allibiti e stralunati. Al centro della sala, per pochi minuti, bianco, liscio e lucente, un Orinatoio. Un vero Orinatoio usato staccato dal muro di un Vespasiano pubblico di Montparnasse. Sottotitolo dell’opera di Marcel Duchamp: Fontana. Un clamoroso, momentaneo, insuccesso artistico: ora non c’è museo americano che non possieda una copia di R Mutt per consentire incantevoli Wow guidati.
Wow No. 4: Marina Abramovich, Dragon Heads, 1990. L’artista è seduta immobile su una sedia circondata da un cerchio di blocchi di ghiaccio con 5 pitoni appoggiati sul corpo; sono lunghi 2, 3 e 4 metri e non sono stati cibati per le due settimane precedenti la performance. I pitoni si muovono intorno al corpo dell’artista Marina Abramovich: Wow No. 4.
Silenzio, si gira! Il No. 5, lo avete vissuto anche voi, sfogliando una qualsiasi rivista fashion, tempo addietro; a doppia pagina una pubblicità Chanel che presentava donne bellissime ed irraggiungibili, eteree, profumate ed universali, dare vita e colore al Sogno di Costantino, di Piero della Francesca. Medesima ambientazione, identici atteggiamenti e scenografie. Un doveroso omaggio advertising all’insigne maestro aretino e per noi la gioia vissuta di un prolungato istante Wow.
A Venezia, nel 1515, venne dipinto da Giovanni Bellini, il Wow No. 6, l’ultimo: Donna nuda allo specchio. E si resta senza parole, a bocca aperta, e se qualcuno ci ricorda che l’autore nacque a Venezia, nel 1433, la relativa differenza ci frastorna: 82. Giovani Bellini dipinse il quadro a 82 anni, la sua ultima opera, un inno alla bellezza, alla sensualità dolce, all’incanto femmineo, e le nostre ginocchia si piegano facendoci perdere il senso dell’altezza.
Ora, affaticati dall’entusiasmo, ci ritiriamo in buon ordine. A presto!