Dell'androgino. Teoria amorosa - Teoria plastica, di Joséphin Péladan |
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2012/01/22 |
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Traduzione: Virgilio Bondois, Gabriele Ferrero, Vittorio Fincati
Cura editoriale e introduzione: Roberto Saraceno
Copertina: Alfonso Cucinelli
Dicembre 2011 – 128 pagine, 13 euro – ISBN 978-88-905823-1-8MILANO - Esce un libro che studia la figura dell'androgino, nella filosofia ma anche nell'arte. Una ristampa preziosa per un libro inedito (o quasi)
LibriPerduti è un'associazione culturale milanese, nata dalla passione per i libri antichi di Gabriele Ferrero e Dario Spada, che hanno dato vita alla casa editrice omonima. Le pubblicazioni, per ora soltanto due, ripescano classici del passato poco noti e li ripubblicano, per un pubblico sicuramente di nicchia, ma certo di appassionati.
Un'introduzione d'eccezione al trattato è quella di Anatole France, a tratti un po' confusa e difficile da seguire, ma che offre una visione a tutto campo del trattato che segue immediatamente dopo.
Una di queste pubblicazioni è Dell'Androgino. Teoria amorosa - Teoria plastica, del francese Joséphin Péladan, della quale per il pubblico di Artitude è certamente interessante la teoria plastica. Péladan, discusso personaggi, filosofo di Lione ed esoterista, nato nel 1858 e vissuto a Parigi, elabora la sua teoria che abbraccia la filosofia e l'estetica. Così, ricerca il carattere androgino in molte opere d'arte, partendo dalla Grecia: «Dall'Apollo di Piombino a quello di Pompei; dall'Ermete di Prassitele all'Eros di Centocelle e al Narciso di Napoli, l'arte segue la combinazione dei sessi per ottenere una unità espressiva» (p. 89, Dell'Androgino). E propone una visione quasi blasfema per dimostrare la veridicità della sua teoria: «Si prenda una foto della Venere di Milo e si sostituiscano, con qualche tratto di acquerello, il seni con dei pettorali: si avrà una figura maschile. E l'esperimento riuscirebbe anche con la Vittoria di Samotracia» (p. 91, ibidem).
Péladan continua la sua dissertazione anche sull'arte orientale: «In Cina, il drago sembra che fosse androgino. Gli Hoang avevano volto di ragazza e corpo di serpente» (p. 95, ibidem). E anche nella cultura cattolica non mancano esempi di androginia nell'arte: si cita il Buon Pastore del Museo lateranense, gli angeli della Vergine del Cimabue, Giotto, Mantegna e Signorelli. Ma anche in Francia non mancano esempi secondo il filosofo. «L'ideale del corpo umano risulta dalla fusione della pulzella e cdel fanciullo nel loro periodo floreale; ecco la formula luminosa e precisa dell'estetica» (p. 11, ibidem). Segue una poesia in prosa, Inno all'Androgino scritta dallo stesso autore.
Per informazioni: www.libriperduti.it
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| ANNA CASTELLARI for ARTITUDE |
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