I cromatismi caldi e la luce dorata che rendono la quotidianità una storia interessante da raccontare.The warm colors and the golden light that make everyday life an interesting story to tell.
La dimensione descritta dalla fotografia di Fabio Astone si manifesta nei colori tenui, toni morbidi, camere inondate di luce, soggetti la cui bellezza emerge dalla spontaneità dei gesti, e quella luce morbida li abbraccia e li coccola. Gli amanti danno l'impressione di essere inseparabili, poi affrontano all'improvviso il vuoto dell'abbandono. L'artista descrive la quotidianità, apparentemente senza l'intenzione di abbellirla, eppure, la sua visione diventa un filtro che trasforma un accadimento banale in una storia interessante. Fabio ha viaggiato molto e ha vissuto in tanti posti; gli ho chiesto quindi in che modo i suoi vari spostamenti (prima Roma, poi Londra e Milano) hanno influenzato il suo modo di fotografare, di ideare l'immagine.
Fabio, la tua fotografia ha subito dei cambiamenti nel corso del tempo; l'evoluzione del tuo stile è legata in qualche modo agli ambienti che di volta in volta ti circondavano?
Ho vissuto a Roma, mi sono laureato in Storia e Critica del Cinema, e lì è nata la mia passione per la fotografia. In seguito, mi sono trasferito a Londra dove ho trovato un mondo artistico incredibile, una scena culturale stimolante, in fermento. A Londra, poi, c'è una luce particolare, dei colori che non si trovano da nessun'altra parte. E dei volti, degli stili diversi. Questa atmosfera ha trasformato il mio modo di vedere le cose. Dopo Londra sono arrivato a Milano che ha in comune, con Londra, un certo stile di vita e l'ambiente multiculturale. Milano, poi, in Italia, è la patria della moda. E anche qui il mio percorso è continuato. Sono passato dal digitale all'analogico a cavallo tra Londra e Milano. Anche questo ha influenzato la mia fotografia. Più in generale, a Londra c'è molta sperimentazione e l'utilizzo dell'analogico è normale. In Italia, invece, spesso ti guardano come se fossi un alieno se porti un rullino a sviluppare.
Le tue foto hanno come uno dei principali punti di forza i toni morbidi, i cromatismi caldi e quella luce dorata che impreziosisce le silhouette. Alcuni fotogrammi addirittura sembrano leggermente sovraesposti. Modifichi l'esposizione in post-produzione?
Mi piace fotografare con la luce naturale. Per quanto riguarda gli orari, prediligo il pomeriggio, quando la luce è molto calda, quindi verso il tramonto. Quando fotografo in analogico non utilizzo programmi di fotoritocco. In digitale, invece, mi piace giocare con i colori e le sfumature. Ma è sempre la luce la base da cui parto per creare le mie fotografie.
Quali sono i tuoi obiettivi e i tuoi intenti comunicativi quando fotografi?
Ciò che a me interessa è raccontare delle storie. Voglio creare delle immagini che raccontino qualcosa. Sono molto influenzato dal cinema, dalla nouvelle vague francese e da una certa estetica cinematografica degli anni Settanta. Mi sembra importante che dentro ogni immagine siano racchiusi pensieri: dialoghi, parole e sensazioni. Vorrei che ogni spettatore guardando le mie foto creasse, dentro di sé, un personale film.
Fabio Astone Official Website