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Sophie Lamour: una vita da Pin Up

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2012/05/29

 
 



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Burlesque come arte, Burlesque come gioco. La performer Sophie Lamour si racconta

Pin Up. Letteralmente "da appendere" a una parete, alla fiancata di una jeep, di un camion, alla fusoliera di un aereo negli anni del secondo conflitto mondiale. Inizialmente di carta, queste fanciulle disegnate e da ammirare nel loro erotismo ammiccante e burroso, divennero a poco a poco reali a partire da quella che è considerata l'icona del Burlesque: Bettie Page. Oggi Burlesque è parola che piace e viene usata, talvolta a sproposito, talvolta per creare uno spazio giocoso, ironico e piccante in una piccola realtà di provincia, come Burlesque Mon Amour, (1-2-3 giugno, Albissola Marina (Sv) evento a cura dell'Atelier Due Mosche Bianche con il patrocinio del comune di Albissola Marina.

Artitude ha intervistato per l'occasione l'ospite d'onore della tre giorni albisolese, Sophie Lamour, una delle performer di Burlesque più amate e note in Italia.

Dopo la moda androgina degli anni '80 e quella carrierista anni '90, irrompe ora quella iperfemminile del Burlesque che dai vostri spettacoli, arriva nei negozi e veste le donne in declinazioni più sobrie. Il solito revival o una risposta ironica e colorata a questi tempi grigi?

La moda iperfemminile di oggi rispecchia la voglia di ritornare a essere donne con gioia e con una grande consapevolezza di sé che va al di là dell'aspetto fisico concepito come perfezione: infatti in questi anni finalmente si è iniziato anche a parlare di bellezza curvy, non a caso! La donna non è più ossessionata dalla chirurgia, da alcune diete che possono causare gravi danni. Se alcune donne hanno le curve perché mai bisognerebbe mortificarle?

Se dovessi scegliere tra la contemporanea Dita Von Teese e la pioniera Bettie Page, a quale  daresti lo scettro di icona Pin Up?

Senza alcun dubbio a Bettie Page e ti spiego il motivo: nel mio libro "Il vero libro delle pin-up", dedico a lei il capitolo della Pin Up ribelle, colei che nei mitici e politically correct anni '50 ha iniziato a giocare con la pelle nera, mentre le casalinghe della upper class indossavano twin-set color pastello. Il coraggio di Bettie Page insieme al suo impareggiabile sorriso e alla sua mitica zazzera corvina sono marchi di un mito che regge il passare del tempo e delle mode. Un'icona per tutte, anche per la divina Dita Von Teese!

Raccontaci come sei arrivata a diventare una delle perfomer più note nel panorama Burlesque.

Innanzitutto ci tengo a dire una cosa: il mondo del Burlesque premia l'autenticità e l'originalità del personaggio e credo che sia questo il segreto di ogni artista. Dietro a tutto ciò, però, c'è sempre molto lavoro, dedizione, ricerca... non si finisce mai di imparare, di studiare ed evolversi. E' fondamentale tenersi sempre aggiornate e trovare l'ispirazione per nuovi act!

Il Burlesque è un'arte molto antica e performativa che attinge dal teatro, dal circo e dalla cultura popolare. Come ti prepari per i tuoi spettacoli e che tipo di personaggio porti in scena?

Mi preparo con le tecniche che ho acquisito all'Actor Studio, mi piace leggere e ascoltare musica new age, colonne sonore fino all'heavy metal. Parto da qui, trovo la concentrazione e alla fine vedo con gli occhi interiori ciò che mi piacerebbe vedere in scena. Poi c'è la ricerca del costume giusto, che deve essere per me in perfetta sintonia col trucco e il parrucco. I miei act sono tutti ispirati al grande mondo del vecchio cinema italiano e hollywoodiano.

Dalle protagoniste del telefilm Madmen alla Nina Zilli delle canzoni vintage, le frangette anni '50 spopolano. Quali sono gli altri ingredienti per uno stile retrò?

Il sorriso, l'approccio alla vita sempre gioioso con un tocco di malizia! Poi il mitico reggicalze con le calzedi nylon con la riga dietro, una bella sottoveste, il rossetto rosso e poi le mitiche ciliegine, il simbolo delle Pin Up!

Il Burlesque è libertà e riappropriazione di una femminilità che non ha bisogno dello sguardo dell'uomo per sentirsi bene, ma solletica ovviamente le fantasie maschili. Quanto è concreto il rischio di trasformare quest'arte in uno spettacolo esclusivamente osè e come fare per mantenere sempre in equilibrio ironia e sensualità?

L'ironia è un'arte e rende irresistibile un act che si prende gioco della sensualità. Se si tratta di Burlesque autentico il rischio non esiste!

La tre giorni ad Albissola Marina in cui sarai l'ospite d'onore, prevede una serie di incontri dedicati alle donne che vogliono trasformarsi almeno per un giorno in vere Pin Up. Ci dai qualche anticipazione su come si diventa Burlesque girl?

Posso solo dire che stupirò tutte le partecipanti con effetti speciali! Provare per credere.

Per maggiori info sull'evento Artitude Agenda



SONIA COSCO for ARTITUDE
 
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