Marco Mazzoni. Ergot. |
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2011/03/22 |
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L'artista piemontese Marco Mazzoni parla del suo ultimo progetto dal titolo Ergot, dedicato alle mistiche.
Marco Mazzoni è un giovane artista piemontese, le cui opere sono disegni raffinati ed impeccabili eseguiti con pastelli su carta. Oltre all'interessante gamma cromatica e all'eleganza delle linee, ciò che caratterizza questi ritratti è la scelta dell'artista di lasciare bianche alcune parti del volto. Nei lavori più recenti, sono gli occhi a mancare più spesso, perché le sue nuove protagoniste non ne hanno bisogno per vedere. Il nuovo progetto, dal titolo Ergot, è dedicato infatti alle mistiche, figure enigmatiche, ambivalenti ed affascinanti: donne visionarie e libere che si sono in vari modi ribellate al ruolo subalterno cui erano confinate dalla Chiesa e dalla società del tempo. In questa ricerca, dunque, i temi presentano una forte componente di sogno e di delirio. I volti, dai nasi lividi e dalle bocche violacee, sono circondati da fiori e piante allucinogene. Anche Ergot (che in francese significa "sperone del gallo") è il nome di un fungo che attacca le graminacee e che contiene un alcaloide molto potente e in grado di provocare allucinazioni. Ho parlato con Marco del suo interesse per le tematiche esoteriche e del processo di creazione artistica.
Come mai, negli ultimi ritratti, gli occhi spesso mancano?
Proprio perché il progetto è dedicato alle mistiche, quindi mette in luce un altro tipo di visione, non legato alla percezione dell'occhio. Le piante che le mistiche hanno intorno sono piante allucinogene; quindi la luce massima e la perdita della vista reale parte da lì.
E quali sono state le tue fonti d'ispirazione?
I racconti regionali sardi e abruzzesi; e un libro in particolare, il Malleus Maleficarum che è un testo del Quindicesimo secolo scritto da due vescovi per reprimere l'eresia e la stregoneria, un testo contro le streghe e contro le donne in generale. Il mio lavoro cerca di essere un elogio alla società matriarcale dell'epoca cancellata completamente dalla Chiesa, una società che aveva già creato la medicina alternativa. I racconti sardi hanno per soggetto proprio la donna, la Grande madre, e le mistiche, figure importanti che creavano l'armonia e la sicurezza di un paese e che solo successivamente vengono accusate di stregoneria.
Per realizzare questi disegni usi materiali fotografici come appoggio?
Faccio ricerche di piante: vengo da genitori contadini e mia madre mi ha sempre curato senza medicine. Quindi fotografo le piante, ma soprattutto uso le piante dal vero.
Invece, la persona che compare nei miei lavori è sempre la stessa, e anche lei posa dal vero.
Mostre in programma?
Ho in programma due collettive nei prossimi mesi: una a Copenaghen e una a Bristol. Esporrò gli ultimi lavori, qualcuno lo sto ancora terminando.
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| ELENA OVECINA for ARTITUDE |
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